“Il silenzio è parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto. Nel silenzio ascoltiamo e conosciamo meglio noi stessi, nasce e si approfondisce il pensiero, comprendiamo con maggiore chiarezza ciò che desideriamo dire o ciò che ci attendiamo dall’altro, scegliamo come esprimerci. Tacendo si permette all’altra persona di parlare, di esprimere se stessa, e a noi di non rimanere legati, senza un opportuno confronto, soltanto alle nostre parole o alle nostre idee. Si apre così uno spazio di ascolto reciproco e diventa possibile una relazione umana più piena…. “ . Così il Papa nel Messaggio per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.
Educarsi ed educare al silenzio, all’ascolto, alla riflessione, alla contemplazione, all’uso opportuno della parola, alla postiva relazione con se stessi e gli altri è oggi necessario. E’ difficile per i ragazzi (e per gli stessi adulti) trovare spazi di silenzio: telefonini, tv sempre accese, frastuono, urla, vocio, brusio, rumori vari riempiono le teste, confondono e disorientano le persone.
Il silenzio parla, interroga, fa riflettere, fa interiorizzare, aiuta a discernere, orienta, fa entrare in relazione positiva con se stessi e con gli altri ….
Quali percorsi educativi, quali strategie, quali azioni mettere in atto per educarci ed educare al silenzio (non un silenzio oppressione, ma un silenzio fecondo e creativo, un silenzio che interroga ed orienta ….) ?
Il messaggio pontificio dà numerosi stimoli di riflessione e di azione a tutti, ma particolarmente a coloro che hanno il compito di educare.
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