PASQUA. Perchè?

La ricorrenza della Pasqua ci interpella, ci mette in discussione, ci invita a rinascere a nuova vita, al passaggio dalla monotona – e talora alienante- quiete (o agitazione?) di tante giornate (o de nostro stile di vita) al coraggio della resurrezione.  La Pasqua ci chiama ad essere cittadini attivi, cristiani visibili e credibili, veri educatori alla luce del Maestro.

Interpella anche il nostro modo di sentirci parte di un’associazione, spazio di vita e di testimonianza.

Dal VENERDI’ del DOLORE e dello SCONFORTO alla DOMENICA della FIDUCIA e  della GIOIA

E’ tempo di rinascere a nuova vita, con impegno e con coraggio, per vivere pienamente e responsabilmente l’oggi e costruire un domani migliore (del quale siamo responsabili).

“Dopo il Venerdì Santo c’è la mattina di Pasqua, il momento in cui il discepolo deve scoprire il volto radioso di Cristo, la speranza della luce, di ciò che è oltre il dolore e la morte. Per poterlo riconoscere è necessario un altro canale di conoscenza, gli occhi carnali, non bastano più, servono gli occhi della fede. Così, la mattina della Domenica, Maria di Magdala, recandosi al cimitero, non riconosce Cristo finché Egli non le parla, chiamandola per nome. Finché cioè non le dà una nuova vocazione, quella dellessere credente. È la via della fede, la via nuova della conoscenza del Mistero profondo. È allinterno dellesperienza di fede autentica, che riusciamo a ritrovare il germe della speranza. Perché il Cristo – e attraverso lo sguardo della fede noi riusciamo a capirlo – attraversando il dolore e la morte lo ha fatto da Dio e come tale li ha irradiati di fecondità, ha deposto cioè un seme di immortalità, di eterno e di infinito dentro il dolore e il morire delluomo. Così il Lunedì, i due discepoli, non riconoscono Gesù risorto, che li accompagna nel cammino verso Emmaus, spiegando loro, in chiave cristologica, le Scritture, finché, giunti finalmente nella cittadina, Lui non spezza il pane: in quel momento si consuma il riconoscimento e litinerario è compiuto. Nellascolto della Parola e nella frazione del pane, i due discepoli di Emmaus fanno esperienza di fede, la stessa che faremo Domenica di Pasqua e che facciamo ogni domenica, quando, nella liturgia, incontriamo Cristo che spiega la nostra sofferenza e la trasfigura in quellabisso di luce che è il volto della Speranza, della Gioia, della Pasqua.

Pasqua, il senso cristiano di una ricorrenza

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