IL FEROCE SARACINO

 IL FEROCE SARACINO

                                                                                                                                   di Pasquale Hamel

Pietrangelo Buttafuoco, non certo Giafar al Siquilli come ad un certo punto si autorinomina, è un intellettuale colto e creativo e potrebbe essere di quelli che, nel Limonov di Carrère che egli stesso cita, per la loro cultura di destra e le loro frequentazioni di librerie esoteriche accompagnate da fumose teorie sui templari “non di rado finiscono per convertirsi all’Islam”. Non credo che Buttafuoco possa arrivare a tanto ma la parte finale del libro, gonfia di uno sproloquio intriso di islamofilia , sulla storia della Sicilia e dei siciliani, potrebbe ingannare il poco avveduto lettore. Che ci vuol dire con questo nuovo istant book il nostro Buttafuoco ? Mi sono posto più volte questa domanda mentre cercavo di trovare un filo logico fra i brandelli di citazioni e riflessioni insaccate in una sorta di budello per renderli in qualche modo commestibili. La risposta che mi sono dato è abbastanza ambigua. L’autore ci vuol dire qualcosa, e cercherò di svelare questo qualcosa, ma forse non ci vuol dire niente, e anche di questo niente tenterò di dire qualcosa. Intanto la solita storia, quella di un Islam poetico e riflessivo che non ha alcuna intenzione di aggredire l’Occidente, che gode della sua sapienza antica, fermo nella difesa dei suoi valori nonostante la diabolica modernità ne tenti la corruzione. Un Islam che coltiva ancora il senso ultimo della vita e che accoglie sotto il suo mantello di pace i credenti. Dunque chi pratica la guerra, chi si da alla barbarie non appartiene all’Islam e, magari, non è altro che una longa manus del diabolico impero americano (il male assoluto) che promuove divisioni (fitna) nella comunità islamica. Fitna, divisione, quella che vede un musulmano che uccide altro musulmano, l’episodio svoltosi davanti alla sede di Charlie Hebdo a Parigi. Una risposta, in salsa conservatrice, al cosiddetto scontro di civiltà. Tesi anche rispettabile ma proposta in termini alquanto faziosi così da sminuirne il valore. E andiamo all’altro corno, la risposta sul niente. Premettevo, Buttafuoco è uomo colto anche se culturalmente orientato. Ed ecco il niente. Quelle pagine dense di riferimenti culturali, buone e cattive letture, buttati come in una sorta di discarica e frullati insieme fino a far perdere il filo del ragionamento a chi si sobbarca alla fatica della lettura. Un’epifania della superiorità dell’autore rispetto al lettore ignorante che rimane sconvolto da effetti speciali. Un niente che corrisponde all’io sono o, al più banale, “lei non sa chi sono io !”. Perplessità su questo libro, dunque ? Si, parecchie, in attesa che Pietrangelo ci regali un libro più leggibile che dissipi dubbi ed equivoci.

P. Buttafuoco, Il feroce saracino, Bompiani, Milano, 2015

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