Aimc Lentini -VERSO NUOVI ORIZZONTI

2019 LENTINI aprile Corso di Formazione sul tema

“Verso nuovi orizzonti per una Scuola più inclusiva ed interculturale”

Si  sono  conclusi  gli incontri  del  Corso di Formazione  “Verso nuovi orizzonti per una Scuola più inclusiva ed interculturale”, tenutosi presso l’Istituto Comprensivo Statale “Riccardo da Lentini” ed organizzato dalla Sezione AIMC  di  Lentini. I docenti che hanno partecipato al Corso, saranno ancora impegnati a svolgere altre ore di attività on-line  su una piattaforma appositamente predisposta. Il Corso, della  durata  totale di 26 ore, è stato  diretto ai soci dell’Associazione ed esteso  ai docenti  delle  Scuole  operanti  nel  territorio. In ciascuno dei  quattro incontri  è stato trattato, da relatori diversi, un particolare argomento.

La dottoressa Marina Ciurcina, docente di Scuola Primaria e  Presidente  AIMC  Regione Sicilia, ha parlato della  “Accoglienza  ed  inclusione  –  Agenda  2030”. La professoressa Giusi Sanzaro, Dirigente Scolastico dell’Istituto Superiore “Pier Luigi Nervi” di Lentini, ha affrontato  il tema “Dalle tappe del processo di integrazione scolastica alle Linee Guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”. Alquanto  interessante  l’excursus da lei fatto sulla normativa che ha regolato il processo di integrazione scolastica, a partire dalla famosa legge 517/1977 che ne segnò l’avvio, alle Linee Guida per l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità ma anche per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri. Il  professore Mauro Mangano, Dirigente Scolastico dell’ Istituto Comprensivo “Riccardo da Lentini”, dopo essersi soffermato  sul tema “Il paradigma dell’inclusione per una scuola permeabile: la pedagogia interculturale e la scuola comunità”, ha  offerto  ai docenti tutti parecchi ed interessanti spunti su cui riflettere.  La  professoressa  Zina Bianca, Presidente provinciale  dell’AIMC  di Catania, ha affrontato l’argomento “Come si costruisce l’idea di cittadinanza? Un’analisi dei meccanismi che disciplinano le regole esplicite/implicite e i processi di inclusione/esclusione di ogni individuo nella società”.

E’ stato fatto più volte fatto richiamo  all’ Agenda 2030, sottoscritta dai 193 paesi membri dell’ONU, fra cui l’Italia, ed è articolata in 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e 169 traguardi. Col   documento, siglato dalle Nazioni Unite durante l’Assemblea  Generale  ONU del 25 settembre 2015,  è  stato dato il via ad un Piano per realizzare, nell’arco di 15 anni,  miglioramenti significativi per la vita del Pianeta Terra e di tutti i suoi abitanti. Gli Obiettivi,  proposti dall’ONU, sono stati  chiamati “Obiettivi Globali per uno Sviluppo Sostenibile” e sono  da raggiungere in ogni parte della Terra. Essi mirano, infatti, a diminuire quelle che sono le  differenze tra Paesi ricchi e Paesi poveri e, anche all’interno di ogni Paese, tra regioni più economicamente sviluppate e regioni più ‘sfortunate’. I diritti che gli Obiettivi vogliono raggiungere dovranno perciò essere validi per tutti i bambini, tutte le donne, tutti gli anziani, tutti i disabili. Per tutte le persone, insomma, che hanno o possono incontrare difficoltà nel pieno sviluppo della propria personalità e della propria vita, in qualsiasi zona del mondo essi abitino. Da qui il nome di “Obiettivi Globali”. E’ stato più volte ribadito che il  22 febbraio 2018, la Ministra Valeria Fedeli ha presentato il documento di lavoro “Indicazioni nazionali e nuovi scenari”, elaborato dal Comitato Scientifico Nazionale per l’accompagnamento delle Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo. Il documento non sostituisce affatto  le Indicazioni del 2012 ma intende indagare i “nuovi scenari” culturali, sociali ed innovativi, alla ricerca degli elementi essenziali, e di valore, che li caratterizzano, affinché il dibattito, la ricerca e il lavoro delle scuole ne siano influenzati ed arricchiti. Nel paragrafo “L’educazione alla cittadinanza e alla sostenibilità”, infatti, accanto alla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’UE (2006) e alla Raccomandazione del 23 aprile 2008, sul Quadro Europeo delle qualifiche, si affaccia il documento dell’ONU: “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”.

Il concetto di Cittadinanza, di Appartenenza sono stati i temi di riflessione dai quali ha preso avvio, durante l’ultimo incontro, la relazione della prof.ssa Zina  Bianca. Condivisione e rispetto delle finalità, delle Leggi che ogni Comunità/Stato si dà in ordine  ai  principi universali ( Diritto alla Vita; Diritti Umani; Diritto alla Salute e allo Stato di benessere) e in  ordine ai principi che rispondono alla  idea di Società del Territorio nel quale si vive. La riflessione sulle competenze di cittadinanza, sulle competenze chiave in tutte le età, ha richiamato ancora i documenti europei che i docenti nel loro lavoro devono avere presenti ( il Libro Bianco; l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; e più in particolare, la Raccomandazione del Consiglio Europeo del   maggio 2018, relativa alle competenze chiave per l’apprendimento).

La titolarità di Diritti e l’obbligatorietà dei doveri ma anche i meccanismi che regolano la vita del Paese esplicitati nella Costituzione ha agevolato l’introduzione all’ultimo dei  temi affrontati : Come si costruisce l’idea di cittadinanza? Quali indicazioni e regole, implicite o esplicite, condizionano e regolano il modo in cui i soggetti percepiscono ed entrano in contatto con gli ambiti culturali, naturali e monumentali dell’ambiente, delle condotte sociali e storiche di un territorio? Nessun contesto, comunità, Stato ( aula scolastica inclusa ) si sottrae alle regole, alle indicazioni e simbolizzazioni di comportamento che disciplinano il rapporto con i componenti degli stessi. Una mappa esemplificativa è stata fornita sulla tipologia delle regole ( distributive, di contestualizzazione, valutative), così come una griglia di percorsi formativi/ trasformativi, esemplificati attraverso la cultura del bene ambientale, da riportare nelle diverse classi con gruppi di  lavoro, aperto anche alla presenza dei genitori.

Una esemplificazione ancora è stata data con il richiamo alla bella ed importante esperienza della “Scholas  Occurrentes “avviata da Papa Francesco nel 2001, quando era Arcivescovo a Buenos Aires. Creata poi nel 2015 con un decreto pontificio da Papa Francesco, la realtà delle Scholas  Occurrentes, attualmente operativa in 190 Paesi e in circa 445 mila scuole e reti educative associate, desidera favorire la condivisione dei progetti promossi dalle scuole in vista di un arricchimento reciproco e sostenere le scuole con meno risorse, al fine di  promuovere  l’educazione per tutti. Interessanti perciò la tematica, gli argomenti trattati, i contenuti approfonditi, le attività laboratoriali, i dibattiti che ne sono scaturiti. Ciò che è emerso durante i gruppi di lavoro  e  quanto elaborato dai docenti,  è stato condiviso e perciò oggetto  di  discussione e dibattito assembleare.

Il Corso è stato inserito nel Portale  S.O.F.I.A. (Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento dei docenti, secondo la Direttiva  170/2016) per  cui i docenti potranno   ottenere  l’Attestato.

                                                                                                                             Pina Di Mauro

 

 

 

 

 

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