L’INSEGNANTE SOSPESA – UN PROVVEDIMENTO INOPPORTUNO

AIMC – PROVINCIA DI PALERMO

A proposito di : “PALERMO – Diventa un caso la sospensione della professoressa Rosa Maria Dell’Aria, 63 anni, docente di Italiano da circa 40 anni e insegnante da 30 all’Istituto Industriale Vittorio Emanuele III, che è stata stata sospesa per 15 giorni dall’Ufficio scolastico provinciale dopo che i suoi studenti hanno realizzato un video in cui hanno accostato il decreto sicurezza del ministro Salvini alle leggi razziali del 1938.
_________________________________________________
UN PROVVEDIMENTO INOPPORTUNO

Da anziano uomo di scuola, dirigente scolastico in pensione, vorrei dire a Marco Anello, valente dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Palermo, che non avrei firmato il provvedimento sanzionatorio (sospensione dall’insegnamento per due settimane) che riguarda la prof.sa Rosa Maria dell’Aria, che personalmente non conosco.

Ho sempre pensato che i comportamenti, le espressioni, i modi di essere degli alunni – soprattutto in ambito scolastico – vanno valutati e considerati principalmente con interventi chiarificatori, capaci di spiegare e possibilmente convincere, aventi pregnanza educativa e questi interventi, strettamente collegati con la libertà di insegnamento, non sono censurabili.

Nel merito.. Si è o no all’interno di una questione, da taluni addirittura individuata preoccupante, quando si fa riferimento al linguaggio, al modo di essere, ad alcune decisioni del Ministro dell’Interno, qualche volta accusato persino di violare i diritti umani (a proposito di migranti) per cui non c’è giorno in cui i media non si soffermino – in modo largo e approfondito – su questi argomenti?

Parlarne a scuola, con e tra alunni di un istituto tecnico, è naturale se la scuola è e deve essere lo specchio della società e se in essa, oltre alla trasmissione, vi è l’elaborazione della cultura per la costruzione della società di domani.

E vengo al punto. Il decreto “sicurezza” di Salvini non può essere collegato alle leggi razziali del ’38 quasi avessero la stessa ripugnante significanza valoriale.. Come non riconoscere, allora, che trattasi di una esagerazione enfatica, inappropriata ed inopportuna dell’alunno autore di simile espressione? A ma non sembra, però, di essere di fronte ad un insulto o un oltraggio da punire, punendo il docente quasi per scarsa vigilanza o per non essere stata in grado di prevenire.

Se una simile espressione fosse stata pronunciata in Parlamento, dove ormai se ne pronunciano di così gravi e sconvenienti, la garantita libertà di espressione del singolo parlamentare non avrebbe provocato reazioni. A scuola la libertà di espressione e la libertà d’insegnamento devono essere garantite ancora di più.

Certo, le volgarità, gli insulti e le espressioni oltraggiose non sono mai ammessi, ma prima delle contravvenzioni formali e con multe c’è – ed è più efficace – l’azione penetrante della pedagogia e dell’arte educativa.

Scrivo questa nota esclusivamente sulla base delle notizie di stampa, che mi hanno particolarmente colpito; mi piace immaginare che Salvini possa essersi, anche lui, dispiaciuto del provvedimento adottato.

Con franchezza non sono per nulla convinto della necessità del provvedimento assunto nei confronti della docente e penso – con dispiacere – che possa prevalere la sua negativa esemplarità.

Rino La Placa

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in quale scuola?. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...