NOTES marzo n. 5-6

2020 notes 5_6. marzo

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IL MINISTRO ALLA COMUNITA’ SCOLASTICA

2020 Lettera aperta alla comunita’ scolastica

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PANDEMIA, SCUOLA, DIDATTICA, IMPEGNO- Lettera presidenza nazionale AIMC

lettera presidenza nazionale aimc 24 marzo (1)

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Aimc – NOTES – febbraio n.4

Leggi:   2020 Notes 4 – febbraio 2020 Notes 4 - copertina

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AIMC – Il Maestro – 1-2 – 2020

2020 – MAESTRO 1-2. pdf

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EMERGENZA SANITARIA

La Presidenza Nazionale ha diffuso un messaggio sui comportamenti più opportuni per far fronte all’emergenza provocata dal Corona Virus.

Leggi; Lettera emergenza sanitaria

 

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INCLUSIONE SCOLASTICA – Notes AIMC

Notes 3 2020 copertina

 

2020 Notes 3 – Inclusione

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ADESIONI AIMC 2020

   modulo adesione-aimc-2020

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AIMC NOTES – 1-2 gennaio 2020

2020 NOTES gennaio

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stupore, meraviglia, contemplazione

VEDERE LE COSE con stupore

“Sospetto che il bambino colga il suo primo fiore con una percezione della sua bellezza e del suo significato che il futuro botanico non conserverà mai più”.  (Henry D. Thoreau)

Così annotava nel suo diario, il 5 febbraio 1852, lo scrittore americano Henry David Thoreau. Devo confessare di essere sempre conquistato dal modo di giocare di un bambino: prima che sia pervertito dalla playstation e dai giochi elettronici, egli si accosta a un oggetto con una sorprendente girandola di gesti, di movimenti, di sguardi. Egli compie veramente l’atto primordiale dell’affacciarsi sul mondo con meraviglia per scoprirne le meraviglie («Il mondo perirà per mancanza di meraviglia, non di meraviglie» osservava acutamente lo scrittore inglese Chesterton). È ciò che noi, frettolosi consumatori di tecnologia, non proviamo più. Siamo forse capaci di «vedere un mondo in un granello di sabbia, e un cielo in un fiore selvaggio, l’infinito in un palmo di mano e l’eternità in un’ora?», come cantava il poeta inglese William Blake?
Il botanico non ha più nulla dello stupore del bambino davanti al fiore, alla sua corolla, ai suoi colori. Egli classifica, cataloga, noto-mizza, disseziona, verifica, esamina, ma non riesce più a godere il fascino della bellezza. Il poeta irlandese contemporaneo – sono i veri poeti i grandi maestri della contemplazione – Seamus Heaney, Nobel 1995, ha intitolato una sua raccolta Seeing Things. Sì, abbiamo bisogno di ritornare a «vedere le cose», anzi – come sottintende l’espressione inglese – ad «avere la visione» profonda della realtà, dei volti, degli oggetti, dei segni, dei colori, della vita. E per far questo bisogna sapersi fermare, sostare, stare in silenzio, contemplare.   (G. Ravasi, Breviario laico)

Stupore, meraviglia, contemplazione

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