MODICA: FESTA DELL’ADESIONE

Modica: festa del tesseramento Modica tesseramentoModica pizzerianella Chiesa Madonna delle Grazie, e poi serata in pizzeria.

 

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SIRACUSA: FESTA ADESIONE AIMC

Festa aimc sr

Le socie della Sezione AIMC di Siracusa, sabato 18 giugno 2016, si sono riunite presso il Santuario di Monte Carmelo, nelle vicinanze di Villasmundo (SR), per la festa dell’adesione anno solare 2016.

Dopo un’iniziale momento di riflessione condotto dall’Assistente Spirituale Padre Giuseppe Lombardo, è seguita la celebrazione della Santa Messa con la benedizione delle tessere associative e la loro consegna alle socie presenti, alcune erano assenti per impegni familiari. L’incontro è continuato con un momento simpatico di convivialità, un bel pranzo all’insegna della semplicità, familiarità, chiacchiere e risate sotto i pini del giardino del Santuario. All’incontro è stata presente la presidente provinciale AIMC di Siracusa, Marina Ciurcina.

Un grazie a Mariella Basso, presidente della Sezione Aimc di Siracusa, che ha saputo ben organizzare un incontro denso di spiritualità, con momenti di riflessioni intessuti da aute
ntiche relazioni.

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AIMC SICILIA ALLA CONFERENZA NAZIONALE AIMC

Aimc Conferenza N 2016 - P Currò web 2Un gruppo di responsabili dell’AIMC di Sicilia, guidato dalla presidente nazionale Cecilia Belfiore,  ha partecipato all’annuale Conferenza Nazionale dell’Associazione svoltasi in Roma il 14-15 maggio.

Riportiamo la testimonianza di Zina Bianca, presidente provinciale dell’AIMC catanese.

Si è svolta a Roma, nei giorni 14 e 15 maggio, la Conferenza Nazionale annuale AIMC. Due giorni di ascolto e confronto così come prevede l’art 29 dello Statuto, con compiti di :2.- discussione e definizione degli indirizzi programmatici e delle prospettive di azione, facendo sin- tesi delle problematiche nazionali e delle istanze territoriali; – consultazione per l’orientamento politico-scolastico ed associativo, tenendo conto della neces- saria valorizzazione delle autonomie regionali e delle esigenze specifiche del territorio associativo. 3. Alla Conferenza nazionale, aperta a tutti i responsabili della rete associativa, partecipano, in particolare, il Consiglio nazionale, la Conferenza dei Presidenti regionali, i Presidenti provinciali, i Presidenti sezionali.

La Conferenza nazionale formula istanze e proposte che il Consiglio nazionale terrà presenti nell’esplicazione delle sue funzioni.

I lavori della Conferenza sono stati articolati: in momenti introduttivi:

1) “In ascolto della parola” intercettare le posizioni laicali, l’agire insieme ( avendo presente le parole chiave di papa Francesco ai docenti: umiltà, disinteresse, gioia ), P. Salvatore Currò;

2) “La rete associativa, Laboratorio di relazioni e crescita professionale” Cristina Giuntini, segr. naz. AIMC, Gruppo Giuliana Paterniti Bardi, SFAN AIMC; e in attività di Lavori di Gruppo:

3)“ Il rilancio della Associazione per la crescita professionale e sociale, cinque vie per una nuova umanità” : Gruppo1) uscire, abitare; Gruppo 2) annunciare, educare; Gruppo3) trasfigurare.”

4) confronto e discussione in plenaria;

4) Conclusioni e prospettive di sviluppo, Giuseppe Desideri, presidente naz. AIMC

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Tutte le riflessioni che sono state messe in campo hanno messo a fuoco i problemi centrali dell’atto educativo oggi, relativamente a:

la necessità di superare la strumentalità dell’agire in una rinnovata visione delle categorie dello spazio e del tempo – hic et nunc – per essere dentro le realtà, viverne le necessità, condividere ricerca e soluzioni;

declinare un profilo dell’essere associazione che – accogliendo l’invito di papa Francesco –  innovi il cammino con la Chiesa in ordine alla educazione, alla professionalità ma anche, e soprattutto, in ordine alla ripresa del valore spirituale in ognuno di noi;

la capacità di rivedere la visione dinamica della complessità del sapere, nell’ottica di una rilettura circolare e sistemica;

la capacità di individuare un nuovo profilo docente, che risponda al bisogno di valorizzazione, rivalutazione dell’impegno professionale, e un sistema garante – dei singoli e della comunità – di valutazione del successo formativo;

ritrovare, in sintonia con la storia della Associazione, un significato attivo – che muova all’azione – della centralità della “persona”;

la necessità di innovare, sul versante della associazione: la promozione degli attori, dei soggetti, delle reti associative per l’affermazione di uno stile, di un linguaggio, di un comportamento, che sia annunciazione di una nuova umanità; sul versante dei singoli docenti: una professionalità consapevole che con azioni concrete consenta agli allievi l’acquisizione del sapere e la speranza nel futuro;

la capacità di motivare la Formazione in Servizio anche attraverso pratiche impegnate in percorsi di ricerca educativa e di innovazione didattica;

la necessità di rivedere la competenza relazionale dei docenti- e dirigenti- in ordine all’atto educativo –  non più affidata ad una “sensibilità” avvertita, ma ad un serio aggiornamento ( Bateson, Watzalwick ) sugli assiomi della comunicazione nella Formazione in Servizio;

la necessità di riflettere sul senso e significato dell’abitare oggi – dell’essere – l’Associazione e di operare all’interno ed all’esterno di essa.

La ricchezza del confronto nei Lavoro di gruppo è stata riportata in plenaria ed ha contribuito agli esiti positivi di queste giornate.

Il presidente nazionale, Giuseppe Desideri, nelle sue conclusioni, ha ripreso i temi delle discussioni presentate in plenaria e ne ha rilanciato il valore, il significato, in ordine alla capacità di “innovare – significare lo scenario educativo tra identità e storia, tra presente e futuro – pur nella continuità”.

Punti da sottolineare, nelle sue interessanti e propositive conclusioni, sono stati particolarmente il richiamo :

– alla necessità, nella valorizzazione dell’esistente e della esperienza pregressa, di trasformare – dare nuova forma – al vissuto della associazione e alla professionalità dei docenti;

– al dovere di porre l’attenzione, l’ascolto, alle “biografie” dei nuovi immessi in ruolo affinché siano Comunità dentro una Comunità, dentro una realtà professionale di ricerca e sapere, capace di valorizzare i comportamenti professionali ed umani, e – se necessario – orientare verso l’acquisizione di nuovi;

– al bisogno di razionalizzare le modalità di relazione, di organizzazione, di perseguimento degli obiettivi al fine di promuovere, implementare le reti associative;

– al prestare attenzione, l’essere attenti nello stesso tempo, alla verifica costante, condivisa,  e condivisibile, del nostro operare affinché non si cada nell’errore di  una innovazione “apparente”, priva di significati umani e pedagogici;

– ad innovare il coraggio! la motivazione ad esserci! l’entusiasmo e la gioia del nostro agire!

 Un grazie profondo a tutti gli “attori” di questo incontro, al Presidente Giuseppe Desideri, alla segretaria nazionale Cristina Giuntini, alla vice-presidente Fiorella Magnani, all’assistente nazionale AIMC p. Salvatore Currò, alla segreteria, ai responsabili della organizzazione e della accoglienza e ai soci componenti dei diversi Gruppi di Lavoro compagni importanti di questo cammino di confronto e ricerca .

Mi sia consentito infine un ringraziamento ai componenti del gruppo al quale ho partecipato – il n. 2 “annunciare – educare “ abilmente condotto da Bianca Testone – che con i loro interventi e molteplici spunti di riflessione hanno arricchito il mio cuore, la mia mente.

Zina Bianca, pres. provinciale Catania

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LA BUONA SCUOLA

 

La Buona Scuola – Una riforma incompiuta?

 venerdì 6 maggio 2016, ore 16

Introduzione e moderazione – Stefano Gorgone

Relazione – Luciano Pazzaglia

(Ordinario Storia dell’Educazione – Università Cattolica Milano)

Interventi programmati:   Rino La Placa,   Antonella Lo Presti

Dibattito

Conclusioni – Giovanni Perrone

MONREALE

I.C. “Francesca Morvillo” – Via Biagio Giordano

(subito dopo Caserma Carabinieri)

2016 – Buona scuola – Incontro Monreale 6 maggio

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RELIGIONE A SCUOLA

crocifisso_scuolaCONTRO IL RISCHIO DI UNA DEGENERAZIONE LAICISTA NELLA SCUOLA

Insegnamento religioso il pluralismo da difendere. Una conquista di libertà nel segno della Costituzione

I progetti che mirano a introdurre forme d’insegnamento laicista attraverso la storia delle religioni possono far passare contenuti deformati o arbitrari Con un disegno più ampio: procedere alla liquidazione di quanto previsto dal Concordato del 1984 ed espungere dall’ambiente scolastico la conoscenza della religione, non solo di quella cattolica

                                                                                                                           di Carlo Cardia

Sulla scia di un Convegno dedicato al rapporto tra scuola e religione, organizzato dal Centro Piero Calamandrei di Torino, si è tornati a proporre l’introduzione, sotto diverse forme nella scuola pubblica, dello studio della storia delle religioni, del fatto religioso, o con altre formule, sostenendo che questa ‘svolta’ gioverebbe alla laicità dello Stato e della scuola. Se ci si fermasse a quest’indicazione, all’auspicio che tra i giovani cresca la conoscenza delle religioni, specie in un’epoca di globalizzazione, non si potrebbe che essere d’accordo. Ma essa ha un punto focale ulteriore, che getta una luce diversa sulla proposta complessiva: voler di fatto procedere alla liquidazione (più o meno immediata, parziale o totale) dell’insegnamento della religione cattolica previsto dal Concordato del 1984, regolato da un’Intesa con la Cei che ne ha arricchito il carattere culturale e pluralista.

Questo è il punto di non ritorno: la proposta formulata interpreta l’insegnamento religioso attuale, effettuato su base di una libera scelta, come una sorta d’indottrinamento da parte di una Chiesa, a scapito della libera formazione della coscienza dei giovani, come qualcosa che va eliminato per lasciare il posto a insegnamenti statali presuntivamente neutrali in materia di religione. Si intravede, così, dietro una terminologia appena ritoccata, un vecchio (direi antico) disegno di voler espungere dalla scuola pubblica l’insegnamento religioso cattolico, e con esso una strutturazione pluralista della formazione dei giovani che abbiamo conquistato e realizzato con la nostra Costituzione democratica, per lasciare spazio a forme d’insegnamento laicista che attraverso la storia delle religioni possono far passare contenuti deformati o arbitrari. Ricordiamo in primo luogo che la scuola italiana è assai più pluralista di quanto si voglia far credere, proprio in materia di religione. …….

Leggi: Religione – insegnamento – aprile 2016

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FAMIGLIA BENE COMUNE

Famiglia brene comuneNel 1994, in occasione dell’Anno Internazionale dedicato dall’ONU all’istituzione familiare, Giovanni Paolo II scriveva una Lettera alle famiglie, in cui metteva in luce le specifiche e fondamentali risorse e potenzialità di bene presenti nella famiglia così come progettata e voluta da Dio sin dalla creazione: un bene sia per le singole persone, sia per i nuclei familiari, sia per la comunità civile ed ecclesiale.

Riletta qualche decennio dopo, la Lettera «non appare per nulla superata, anzi manifesta, scrive l ‘Autore nella Premessa – una ricchezza di contenuti e di intuizioni, di indicazioni etiche,, sociali e spirituali, che la rendono fortemente attuale e significativa anche per i lettori di oggi, anche per le famiglie del XXI secolo, alle quali può essere senza alcuna remora, ancora indirizzata.

L’autore dell’opera – edita nel 2015- è  Nino Sammartano, un docente, cooperatore salesiano, autore di numerose opere di carattere pedagogico e sociale.

L’opera, di profondo contenuto e di piacevole lettura, va oggi letta alla luce del recente documento pontificio “AMORIS LAETITIA“.

Nino Sammartano, FAMIGLIA BENE COMUNE, ed. La Medusa, Marsala, 2015 , pagg. 155, € 12

 

 

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AMORIS LAETITIA – Una particolare attenzione all’educazione

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“Amoris laetitia” (AL – “La gioia dell’amore”), l’Esortazione apostolica post-sinodale “sull’amore nella famiglia”, datata non a caso 19 marzo, Solennità di San Giuseppe, raccoglie i risultati di due Sinodi sulla famiglia indetti da Papa Francesco nel 2014 e nel 2015, le cui Relazioni conclusive sono largamente citate, insieme a documenti e insegnamenti dei suoi Predecessori e alle numerose catechesi sulla famiglia dello stesso Papa Francesco.

 Tuttavia, come già accaduto per altri documenti magisteriali, il Papa si avvale anche dei contributi di diverse Conferenze episcopali del mondo (Kenya, Australia, Argentina…) e di citazioni di personalità significative come Martin Luther King o Erich Fromm. Particolare una citazione dal film “Il pranzo di Babette”, che il Papa ricorda per spiegare il concetto di gratuità.

L’Esortazione apostolica colpisce per ampiezza e articolazione. Essa è suddivisa in nove capitoli e oltre 300 paragrafi. Ma si apre con sette paragrafi introduttivi che mettono in piena luce la consapevolezza della complessità del tema e l’approfondimento che richiede. Si afferma che gli interventi dei Padri al Sinodo hanno composto un «prezioso poliedro» (AL 4) che va preservato. In questo senso il Papa scrive che «non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero».

Dunque per alcune questioni «in ogni paese o regione si possono cercare soluzioni più inculturate, attente alle tradizioni e alle sfide locali. Infatti, “le culture sono molto diverse tra loro e ogni principio generale […] ha bisogno di essere inculturato, se vuole essere osservato e applicato”» (AL 3). Questo principio di inculturazione risulta davvero importante persino nel modo di impostare e comprendere i problemi che, aldilà delle questioni dogmatiche ben definite dal Magistero della Chiesa, non può essere «globalizzato».

Ma soprattutto il Papa afferma subito e con chiarezza che bisogna uscire dalla sterile contrapposizione tra ansia di cambiamento e applicazione pura e semplice di norme astratte. Scrive: «I dibattiti che si trovano nei mezzi di comunicazione o nelle pubblicazioni e perfino tra i ministri della Chiesa vanno da un desiderio sfrenato di cambiare tutto senza sufficiente riflessione o fondamento, all’atteggiamento che pretende di risolvere tutto applicando normative generali o traendo conclusioni eccessive da alcune riflessioni teologiche» (AL 2).

UNA PARTE E’ DEDICATA ALL’EDUCAZIONE DEI FIGLI.  Papa Francesco esplora  vari ambiti del complesso problema (Educazione etica, sanzione come stimolo, la famiglia contesto educativo, educazione sessuale, la fede, …). Un’attenta lettura di questa parte (ma anche dell’intero documento) favorisce la riflessione di tutti (ma in particolare degli educatori) su molteplici aspetti riguardanti l’attuale situazione sociale, familiare, educativa.

Leggi la AMORIS LAETITIA – sintesi

Leggi: L’EDUCAZIONE DEI FIGLI in Amoris Laetitia

Leggi: Amoris Laetitia

 

 

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